Sogni e favole
Sogni e favole io fingo; e pure in carte
mentre favole e sogni orno e disegno,
io lor, folle ch'io son, prendo tal parte,
che del mal che inventai piango e mi sdegno.
Ma forse, allor che non m'inganna l'arte,
più saggio io sono? E' l'agitato ingegno
forse allor più tranquillo ? O forse parte
da più salda cagion l'amor, lo sdegno ?
Ah che non sol quelle, ch'io canto o scrivo
favole son; ma quanto temo o spero,
tutto è menzogna, e delirando io vivo!
Sogno della mia vita è il corso intero.
Deh tu, Signor, quando a destarmi arrivo,
fa ch'io trovi riposo in sen del Vero.
(Pietro Metastasio)
"Non gl'immobili fantocci del Presepio; e nemmeno ombre in movimento. (...)Il Teatro vuole l'attore vivo, e che parla e che agisce scaldandosi al fiato del pubblico;
vuole lo spettacolo senza la quarta parete, che ogni volta rinasce, rivive o rimuore fortificato dal consenso,
o combattuto dalla ostilità, degli uditori partecipi, e in qualche modo collaboratori.»
(Silvio D'Amico, Storia del teatro. )
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Il gioco della maschera
(da "El cuento antiguo e la ballata nova")
…io stesso, io più di tutti sono un sogno e sono solo voce e maschera…sono suono…..
…illusione, signori…illusione…e dubbio….a ognuno il suo dubbio, a ognuno la sua opinione, perché decida e pensi come gli pare. Io posso essere, al contrario di voi uno nessuno e centomila perché sono maschera, posso essere uno dopo l'altro dieci, cento personaggi e mille altri ancora….posso essere la libertà, la vanità, l'amore, l'egoismo, la morte…come mi pare e come mi piace. Posso essere anche come a voi piace…se volete…perché più di ogni altri, io sono vera e reale, come è vero e reale il teatro…questa mascherata che è sognata e pur vera, come sognata e vera è la vita. Voi non potete…voi…no…, per voi ogni cosa non può essere altro che come a voi pare….sogno, realtà…..follia! Scegliete…liberamente…..perché, in fondo, tutto non è altro che un sogno…una realtà molto seria……sogno e follia….follia come sogno…vita come teatro....... ecco tutto.
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