
![]() |
![]() |



|
(…) questo “Omaggio a Clemente Tafuri” reso dalla nostra amica Anna Maria Morgera ci commuove per il suo amore innocente, per il nostalgico ricordo di un'epoca e di un mondo vicini nel tempo e pur tanto lontani da chi ha la ventura di vivere nell'era industriale, ed infine, per il ritratto originale di un uomo e artista che fu, senza dubbio, eccezionale…
…A distanza di circa quarant'anni, Anna Maria rivive nel ricordo di Clemente Tafuri, la sua fanciullezza trascorsa all'ombra degli alberi di Villa Capone, alle falde di Monte Castello in Cava de' Tirreni…
…La commozione sta proprio nel fatto che l'amore e l'ammirazione della bambina restano intatti, quarant'anni dopo, da parte della donna e della studiosa…
L'uomo, l'epoca, l'ambiente fanno un tutt'uno con l'autrice: l'uomo è visto nella sua bontà, nella sua capacità di essere uno sposo e un padre, cui si perdonano anche le debolezze dell'Artista…
…Giustamente Anna Maria, lascia ai critici d'arte il compito arduo di inquadrare il Maestro Tafuri in schemi, che nel caso appaiono difficili da proporre e, per lo più imperfetti o insufficienti…
…L'Uomo e l'artista sono un insieme non divisibile, originale, totalmente da accettare o respingere…
…E Clemente Tafuri è da accettare e da ammirare, da amare perché pittore vero…..
Prof. Antonella Galdi
Antonella Galdi, in Anna Maria Morgera “Omaggio a Clemente Tafuri”(Prefazione) Cava de' Tirreni 1985
|

Ero bambina quando conobbi Clemente Tafuri, quando, cioè, venne ad abitare, con la famiglia, a Cava de'Tirreni, proprio nella villa accanto alla casa, in cui ci eravamo da poco trasferiti la mia famiglia ed io.
L'Amministrazione Comunale aveva voluto l'Artista per affidargli la realizzazione degli affreschi e due grandi dipinti, “La battaglia di Santa Lucia “ e “La consegna della pergamena in bianco”, per la sala di rappresentanza del Palazzo di Città.
Il soggiorno a Cava e la notevole produzione artistica di questo periodo, rappresentano un felice momento della vita dell'Artista e di importante formazione del Maestro. A Cava ebbe allievi ed amici e tornò spesso, anche dopo il trasferimento a Genova. Amò molto Cava dove accorse a portare solidarietà e aiuti nei giorni dell'alluvione del 24 ottobre 1954. Dell'alluvione, appunto, sono alcune fra le più belle e intense opere.
Ardente, fantasiosa, la sua vita fu caratterizzata dalla impetuosità e dalla generosità, ma la sola narrazione dei fatti reali non è sufficiente per apprezzarne la gioia di vivere e comprenderne l' intenso travaglio artistico ed umano.
|

|
Di Clemente Tafuri, delle sue"stravaganze" si è scritto tanto, ma si è anche romanzato troppo, eppure, Egli non fece mai mistero di sè, delle sue idee, delle scelte artistiche. Nonostante siano trascorsi tanti anni dalla scomparsa, la Sua memoria è ancora e sempre viva. Chi lo conobbe, amerà sempre sentirne vibrare lo Spirito e la voce nelle tele e negli scritti, chi gli si avvicina per la prima volta non potrà non ammirarlo, attraverso il “(…)fascino magico” dei colori, dalla personalità eclettica, volitiva, dal realismo espressivo (…)”.
Artista completo, Clemente Tafuri fu poeta e musicista, ed è soprattutto, negli scritti inediti, gettati in fretta sui fogli, con grafia simile a pennellate, quasi volesse tradurre le parole in colori, che si ritrovano l'amore per la terra natia, la passione, la protesta, la rabbia, il dolore, e la immensa solitudine degli ultimi anni, quando si completava il suo iter terreno e la sua travagliata ricerca della “Verità Suprema che è Dio”; una solitudine profonda e antica, quasi timida e vergognosa.
Alla sua arte, espressasi fra noi con tanta vigorosità. Al Professore caparbio, litigioso, irascibile, all'Ambasciatore della pittura italiana a Parigi, acclamato come uno degli ultimi pittori del “vero”, a quest'uomo e Artista, noi rendiamo omaggio, annoverandolo con unanime plauso fra gli Eletti.
Anna Maria Morgera
|

Mostre e personali: Fra le più importanti
*Verona, Losanna, Venezia, Cannes, Firenze
|

























Titoli e onoreficenze
|

Hanno scritto di Lui
“L'opera del Tafuri, rimane oltre ogni verità del gusto a parlarci come sa e può solo l'Arte del tempo di vita nostra e Suo, con storica validità…”
Mario Rivosecchi
(…) Egli dà alla pittura un significato umano e in qualche modo un'illustrazione della guerra tra gli uomini nella lotta per la vita, e da ciò derivano delle rappresentazioni reali di miseria e di gloria.(…) L'Artista afferma un'arte di cui non si possono temere eccessi; è questa constatazione, ahimè, troppo cara ai giorni nostri per costituire il miglior omaggio...
Patrik De Saint-Lev
Da: “La Reveu Moderne” Parigi: dicembre 1951
“Clemente Tafuri…rivela un temperamento vibrante, al quale i paesaggi ricchi di colore della Sua Patria hanno offerto diverse occasioni per esprimere generosamente l'Arte…
“France Illustation”: Parigi: dicembre 1951
… le sue opere non sono affatto influenzate da tutti i cambiamenti dell'arte moderna, ed appartengono ad un certo genere di dipinti del secolo XIX comune all'Italia e all'Inghilterra (…), vi è in tutto ciò che Egli ritrae, uno spirito sano, dovuto alla gioia di vivere degli italiani (…)”
“Continental Daily Mayl”
Edizione frncese: Parigi: dicembre1951
…Tafuri chiude un ciclo veristico in esuberanza ed esaltazione coloristica, quasi simbolo dell'arte di un'epoca…
Ghil
“Il secoloXIX” 7/12/1957 anno LXX n° 291
“(…) è quella di Tafuri un'arte eternamente giovane, perché fedele alla vita ed alla verità delle cose; un'arte che è impeto e improvvisazione e nel contempo sicurezza e grandiosità compositiva; poesia e gioia, entusiastica esaltazione della bellezza (…). Sapienza e genialità. Dunque, gridano il pennello di Tafuri, e nobiltà di poesia che la sua natura aperta e schietta coglie in ogni testimonianza del Creato.(…)”
A.M. Secondino
In “La gazzetta del lunedì”: Genova, anno XX(?) n°22, 7 giugno 1956
(...) Nella pittura di Clemente Tafuri la verità assume un'eloquenza e una forza comunicativa, che rivelano come l'Artista sia stato il degno erede di una tradizione, quale quella napoletana, che è fatta sì di colore, am anche di musica, di naturale armonia, di calore umano. La sua grande perizia di disegnatore si assomma alla esuberanza di una tavolozza nella quale la luce del meridione acquista il sapore dei frutti che quella meravigliosa terra esprime.
Piero Annigoni
(...) Clemente Tafuri si pone nel mezzo tra il verismo e l'idealismo, riuscendo ad essere originale e fecondo. Le sue opere hanno, pertanto come pregi la comunicabilità, la trasparenza, la originalità, quella intuizione che non venne mai a mancare, nemmeno al Tafuri dell'ultimo periodo creativo.
Carmine Manzi
...La sua pennellata, nervosa e precisa, scorre sulle sue figure e sui soggetti rivelandone e liberandone la vita intima, di cui sono animati, cogliendone, quasi il respiro vivo al di sopra di ogni rappresentazione veristica (...)
Carmine Palai; "Il tempo" 24 novembre 1952
Clemente Tafuri ha superato se stesso con questa opera (Salvo D'Acquisto), nella quale balzano vive le sue doti di creatore di affermato e possente artista, di pittore geniale e vigoroso, padrone della tavolozza, come del disegno.
Aurelio T. Prete
|

... Mi è caro dichiarare che nel comporre le mie opere mai ho seguito correnti, scuole o mode, ma ho lasciato che l'istinto si ispirasse al vero; al vero magari vivificato dai simboli del colore.
Chi ama veramante la mia pittura, ha anche visto che in ogni tela, in ogni quadro, in ogni pennellata, vi è trasfusa una parte della mia anima, vi è condensato lo sforzo immane di trasportare nel concreto le immagini idealizzate secondo la visione artistica, e senza false interpretazioni.
Ho cercato, sempre, di creare la figura attraverso una viva composizione, per rivelare e far rivelare mediante le sembianze, l'anima, il carattere, il temperamento di ogni personaggio rappresentato. Mi sono sforzato di rendere sempre più vero il momento, l'attimo di ripresa, con una spontanea, seppur tormentata interpretazione. I miei dipinti, qundi, significano per me "vero", sempre e soltanto "vero", sia esso attinto da una fonte di luce, o di giochi di ombre....
Clemente Tafuri: Dichiarazione dalla presentazione della Mostra 4/12 dicembre 1957, alla Galleria d'Arte R.Rotta di Genova
|





















