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                      Omaggio a Clemente Tafuri Sr





Autoritratto (Tafuri a 13 anni)


Tutte le gioie degli avi
in noi trascorrono adunate,
il loro cuore, ebbro di caccia,
il loro riposo silenzioso
davanti al fuoco quasi estinto...
Se nell'istante arido
si svuota di noi la vita,
conserviamo per loro la pienezza.....
(R.M.Rilke - Verziere - 30)









L'Artista col figlio Gianni



Omaggio a Clemente Tafuri la relatrice  Prof . Antonella Galdi
e il lettore Avv. Gennaro Morgera



Omaggio a Clemente Tafuri
in primo piano la figlia Annalisa , il genero e la nuora dell'Artista

(…) questo “Omaggio a Clemente Tafuri” reso dalla nostra amica Anna Maria Morgera ci commuove per il suo amore innocente, per il nostalgico ricordo di un'epoca e di un mondo vicini nel tempo e pur tanto lontani da chi ha la ventura di vivere nell'era industriale, ed infine, per il ritratto originale di un uomo e artista che fu, senza dubbio, eccezionale…
…A distanza di circa quarant'anni, Anna Maria rivive nel ricordo di Clemente Tafuri, la sua fanciullezza trascorsa all'ombra degli alberi di Villa Capone, alle falde di Monte Castello in Cava de' Tirreni…
…La commozione sta proprio nel fatto che l'amore e l'ammirazione della bambina restano intatti, quarant'anni dopo, da parte della donna e della studiosa…
   L'uomo, l'epoca, l'ambiente fanno un tutt'uno con l'autrice: l'uomo è visto nella sua bontà, nella sua capacità di essere uno sposo e un padre, cui si perdonano anche le debolezze dell'Artista…
…Giustamente Anna Maria, lascia ai critici d'arte il compito arduo di inquadrare il Maestro Tafuri in schemi, che nel caso appaiono difficili da proporre e, per lo più imperfetti o insufficienti…
…L'Uomo e l'artista sono un insieme non divisibile, originale, totalmente da accettare o respingere…
…E Clemente Tafuri è da accettare e da ammirare, da amare perché pittore vero…..
Prof. Antonella Galdi

 Antonella Galdi, in Anna Maria Morgera “Omaggio a Clemente Tafuri”(Prefazione) Cava de' Tirreni  1985


Autoritratto


Ero bambina quando conobbi Clemente Tafuri, quando, cioè, venne ad abitare, con la famiglia, a Cava de'Tirreni, proprio nella villa accanto alla casa, in cui ci eravamo da poco trasferiti  la mia famiglia ed io.
   L'Amministrazione Comunale aveva voluto l'Artista per affidargli la realizzazione degli affreschi e due grandi dipinti, “La battaglia di Santa Lucia “ e “La consegna della pergamena in bianco”, per la sala di rappresentanza del Palazzo  di Città.
   Il soggiorno a Cava  e la notevole produzione artistica di questo periodo, rappresentano un felice momento della vita dell'Artista e di importante formazione del Maestro.   A Cava ebbe allievi ed amici e tornò spesso, anche dopo il trasferimento a Genova. Amò molto Cava dove accorse a portare solidarietà e aiuti nei giorni dell'alluvione del 24 ottobre 1954. Dell'alluvione, appunto, sono alcune fra le più belle e intense opere.
Ardente, fantasiosa, la sua vita fu caratterizzata dalla impetuosità e dalla generosità, ma  la sola narrazione dei fatti reali  non è sufficiente per apprezzarne la gioia di vivere e  comprenderne l' intenso travaglio artistico ed umano.


Autoritratto

   Di Clemente Tafuri, delle sue"stravaganze" si è scritto tanto, ma si è anche romanzato troppo, eppure, Egli  non  fece mai mistero di sè, delle sue idee, delle scelte artistiche.  Nonostante siano trascorsi tanti anni dalla  scomparsa, la Sua memoria è ancora e sempre viva. Chi lo conobbe, amerà sempre sentirne vibrare lo Spirito e la voce nelle tele e negli scritti, chi gli si avvicina per la prima volta non potrà non ammirarlo, attraverso il “(…)fascino magico” dei colori, dalla personalità eclettica, volitiva, dal realismo espressivo (…)”.
   Artista completo, Clemente Tafuri fu poeta e musicista, ed è soprattutto, negli scritti inediti, gettati in fretta sui fogli, con grafia simile a pennellate, quasi volesse tradurre le parole in colori, che si ritrovano l'amore per la terra natia, la passione, la protesta, la rabbia, il dolore,  e la immensa solitudine degli ultimi anni, quando si completava il suo iter terreno e la sua travagliata ricerca della “Verità Suprema che è Dio”; una solitudine profonda e antica, quasi timida e vergognosa.
      Alla sua arte, espressasi fra noi con tanta vigorosità. Al Professore caparbio, litigioso, irascibile, all'Ambasciatore della pittura italiana a Parigi, acclamato come uno degli ultimi pittori del “vero”, a quest'uomo e Artista, noi rendiamo omaggio, annoverandolo con unanime plauso fra gli Eletti.

Anna Maria Morgera
Alcune tappe importanti

Clemente Tafuri nasce a Salerno il 18 agosto 1903
 muore a Pegli (Genova) l'11 dicembre 1971.



Clemente e Anna Ester Librico

1927: Sposa a Salerno, nella chiesa di Sant'Agostino la giovane violinista Anna Ester Librico
1928:  Nasce il figlio primogenito Giovanni
1931:  E' a Firenze per eseguire ritratti
1932:  Lavora ed espone a Venezia.
1936:  E' chiamato a lavorare a Roma da Filippo Turati.
1939:  E' invitato dalla “Domenica del Corriere” a illustrare novelle e copertine.
1939:  Espone a Milano.    
1940/1944: Torna al Sud ed è a Ravello dove trascorre un lungo periodo, conosce i Reali d'Italia, ritorna a Milano e poi è a Genova per esporre.
1945:  Il Comune di Cava de' Tirreni lo invita ad eseguire ed affrescare i dipinti della sala di rappresentanza del Municipio.
1950/1951:  E' di nuovo a Genova per esporre
1951:  1/7 novembre: Genova, premostra al circolo della Serenissima
1951:  24 novembre/5 dicembre: Clemente Tafuri è in Francia ed espone a Parigi
1954:  Nella notte fra il 24 e 25 ottobre Salerno è colpita dall'alluvione, Tafuri raggiunge la città natale, dipinge ed espone a Napoli le tele “dell'alluvione” e devolve il ricavato agli alluvionati della provincia colpita.
1960:  Torna a Milano invitto dalla galleria “Gussoni”
1965:  Muore la madre e Tafuri dipinge per la sua tomba il “Cristo implorante” o “Cristo per la tomba della Madre”
1965/1970:  E' a Ginevra, Losanna, New York, Verona conteso da gallerie e musei.
1970:  14/28 maggio:  Rassegna antologica a Salerno, la città gli tributa grandi onori.
1971:  11 dicembre:  Muore a Pegli. La salma, per espresso desiderio del Maestro,  è traslata nella città natale, dove rimane esposta nell'atrio del Teatro Verdi e poi tumulata nel monumentale cimitero di Fratte, nel recinto degli uomini illustri.


Mostre e personali: Fra le più importanti


Roma:     Palazzo Barberini
Genova: Galleria “Rotta”
Genova: Circolo della Serenisima
Genova: Azienda di Soggiorno
Milano:  Galleria “Gussoni”
Milano:  Galleria “Motta”
Parigi:    Galiers: “Jet. Berhmeim-Jeune”
Salerno: Palazzo della Provincia
Salerno: Salone de' “Marmi” Palazzo di Città
Bendor (Fr): Galleria dell'Isola
Frejus (Fr):   Municipio
*Verona, Losanna, Venezia, Cannes, Firenze


Alcune fra le più importanti opere

Trilogia eroica:


Salvo D'Acquisto
( Roma Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri)




Zaptiè Libico
(Roma: Museo del Risorgimento)



Trilogia di guerra:


Il prezzo della guerra
1940


Profughi


Dipinti cavesi:


La battaglia di Santa Lucia
Municipio di Cava de' Tirreni (Sa)




La consegna della Pergamena
Municipio di Cava de' Tirreni (Sa)




La consegna della Pergamena
particolare



La consegna della pergamena (particolare)



La consegna della pergamena
 (particolare)



Allegoria de "La Cava"
affresco
Municipio di Cava de' Tirreni



Allegoria de "La Cava" (particolare)



Fanciulla



Vecchietto con candela



Ritratto della Regina Elena del Montenegro
(Proprietà Savoia)



Pescatore a Camogli
(Proprietà Otto Hagman)




Chierichetto con la candela




San Matteo Evangelista
(Cattedrale di Addis Abeba)



 foto della traslazione del dipinto


Dipinti dell'alluvione:

L'orfanello del Frejus
(Municipio del Frejus)


Altre opere




Nudo



Natura morta con frutta



Chierichetti



In poltrona



Maternità
(la Moglie dell'Artista
Donna Anna Ester Librico col figlio Gianni)



Titoli e onoreficenze


1949:   Commendatore Stella al merito: Ordine Militare di San         Giorgio di Antiochia e di San Marco.
1951:   Medaglia d'oro merito artistico dell'Arma dei Carabinieri (Comando di Salerno).
1951:   Ambasciatore della pittura italiana a Montmartre
1953:   Targa d'argento del Comando Generale Carabinieri di Roma
1956:   Accademico di Sant'Andrea
1956:   Cavaliere dell'Ordine di Malta
1960: Cavaliere di Gran Croce del Merito Nazionale Francese
1960:   Targa d'argento “A.L.A.S.” Associazione Libera Artisti Salernitani
1961:   Medaglia d'oro Provincia di Salerno
1962:   Medaglia d'oro Accademia Salernitana
1970:   Cavaliere della Repubblica Italiana
1972:   Medaglia Accademia Paestum (alla memoria)
1972:   Medaglia d'oro della Presidenza del Consiglio (alla memoria)



Tafuri mentre dipinge
"La consegna della pergamena in bianco"


Hanno scritto di Lui

“L'opera del Tafuri, rimane oltre ogni verità del gusto a parlarci come sa e può solo l'Arte del tempo di vita nostra e Suo, con storica validità…”

Mario Rivosecchi


(…) Egli dà alla pittura un significato umano e in qualche modo un'illustrazione della guerra tra gli uomini nella lotta per la vita, e da ciò derivano delle rappresentazioni reali di miseria e di gloria.(…) L'Artista afferma un'arte di cui non si possono temere eccessi; è questa constatazione, ahimè, troppo cara ai giorni nostri per costituire il miglior omaggio...

Patrik De Saint-Lev
Da: “La Reveu Moderne” Parigi: dicembre 1951


“Clemente Tafuri…rivela un temperamento vibrante, al quale i paesaggi ricchi di colore della Sua Patria hanno offerto diverse occasioni per esprimere generosamente l'Arte…

“France Illustation”: Parigi: dicembre 1951


… le sue opere non sono affatto influenzate da tutti i cambiamenti dell'arte moderna, ed appartengono ad un certo genere di dipinti del secolo XIX comune all'Italia e all'Inghilterra (…), vi è in tutto ciò che Egli ritrae, uno spirito sano, dovuto alla gioia di vivere degli italiani (…)”

“Continental Daily Mayl”
Edizione frncese: Parigi: dicembre1951


…Tafuri chiude un ciclo veristico in esuberanza ed esaltazione coloristica, quasi simbolo dell'arte di un'epoca…

Ghil
“Il secoloXIX” 7/12/1957 anno LXX n° 291



“(…) è quella di Tafuri un'arte eternamente giovane, perché fedele alla vita ed alla verità delle cose; un'arte che è impeto e improvvisazione e nel contempo sicurezza e grandiosità compositiva; poesia e gioia, entusiastica esaltazione della bellezza (…).  Sapienza e genialità. Dunque, gridano il pennello di Tafuri, e nobiltà di poesia che la sua natura aperta e schietta coglie in ogni testimonianza del Creato.(…)”

A.M. Secondino
In “La gazzetta del lunedì”: Genova, anno XX(?) n°22, 7 giugno 1956


(...) Nella pittura di Clemente Tafuri la verità assume un'eloquenza e una forza comunicativa, che rivelano come l'Artista sia stato il degno erede di una tradizione, quale quella napoletana, che è fatta sì di colore, am anche di musica, di naturale armonia, di calore umano. La sua grande perizia di disegnatore si assomma alla esuberanza di una tavolozza nella quale la luce del meridione acquista il sapore dei frutti che quella meravigliosa terra esprime.

Piero Annigoni


(...) Clemente Tafuri si pone nel mezzo tra il verismo e l'idealismo, riuscendo ad essere originale e fecondo. Le sue opere hanno, pertanto come pregi la comunicabilità, la trasparenza, la originalità, quella intuizione che non venne mai a mancare, nemmeno al Tafuri dell'ultimo periodo creativo.

Carmine Manzi


...La  sua pennellata, nervosa e precisa, scorre sulle sue figure e sui soggetti rivelandone e liberandone la vita intima, di cui sono animati, cogliendone, quasi il respiro vivo al di sopra di ogni rappresentazione veristica (...)

Carmine Palai; "Il tempo" 24 novembre 1952


Clemente Tafuri ha superato se stesso con questa opera (Salvo D'Acquisto), nella quale balzano vive le sue doti di creatore di affermato e possente artista, di pittore geniale e vigoroso, padrone della tavolozza, come del disegno.

Aurelio T. Prete

Il credo artistico




... Mi è caro dichiarare che nel comporre le mie opere mai ho seguito correnti, scuole o mode, ma ho lasciato che l'istinto si ispirasse al vero; al vero magari vivificato dai simboli del colore.
Chi ama veramante la mia pittura, ha anche visto che in ogni tela, in ogni quadro, in ogni pennellata, vi è trasfusa una parte della mia anima, vi è condensato lo sforzo immane di trasportare nel concreto le immagini idealizzate secondo la visione artistica, e senza false interpretazioni.
Ho cercato, sempre, di creare la figura attraverso una viva composizione, per rivelare e far rivelare mediante le sembianze, l'anima, il carattere, il temperamento di ogni personaggio rappresentato. Mi sono sforzato di rendere sempre più vero il momento, l'attimo di ripresa, con una spontanea, seppur tormentata interpretazione. I miei dipinti, qundi, significano per me "vero", sempre e soltanto "vero", sia esso attinto da una fonte di luce, o di giochi di ombre....
Clemente Tafuri: Dichiarazione dalla presentazione della Mostra 4/12 dicembre 1957, alla Galleria d'Arte R.Rotta di Genova   


Tafuri...inedito
(Dagli scritti inediti, per gentile concessione dei figli)


Vorrei vivere in una terra dove il sole arde come leone,
così solo mi sentirei forte e fiero di ogni pennellata
che di fuoco splenda sulle mei tele...

***
"Il tempo è lento in questa notte infinita
come l'alba nelle tenebre di una nebbia
ove il dolore si scioglie nella gioia
come se fosse sole che scioglie le nevi delle alture."
***
"Più lenta è la benda
più il tempo è lento
in questa profonda e oscura notte
di un dolore che si scioglie
nella speranza della luce...VITA..."
***
"Mi era inciso nel volto lo strazio dell'incertezza,
come la punta di una spada puntata sul mio cuore.
Vita o Morte, Luce o Tenebre.....
Era questo il problema della mia arte e il dolore del mio animo verso i più cari.
Luce o Tenebre, attesa di un infame duello del destino."
***
"Egli non imita, egli crea, e quale piacere primo e
riposante il non dover decifrare dei rebus,
nello spazio di una cornice e, in questa finestra ideale,
a tu per tu con la vità!" Così scriveva Poerre Andrieu su "Le Pont des Arts"

***
"Solo l'Arte, la vera Arte, ha il potere di esaltare la spiritualità dell'uomo."

***
L'Arte pittorica, nell'io dell'artista,
potrebbe essere simboleggiata da un orizzonte netto,
meravigliosa retta ove mare e cielo si confondono
ove cielo e terra si uniscono....

***
La politica è il veleno dei popoli!
Solo con la grandezza dello spirito si respira
 la Comprensione e soltanto con la comprensione si ama la Pace, il bene,
il lavoro. Solo l'Arte ha il potere di esaltare la spiritualità dell'uomo
nel nobile amare la bellezza dell'anima, nel rispetto del proprio simile.
Solo così il decoro di ogni creatura umana può essere all'ingresso di una civilt
onesta e non bestiale, viziosa e sanguinaria che vive
ed educa tra cinema e chiesa, come dire Diavolo e Dio.

***
...Ho visto giovanotti che venivano a sciacquarmi i pennelli
organizzare mostre personali dopo poche settimane.
Questa è disonestà non arte.
Il bello è che i critici accusano me dicendo che sono un "passatista".
Che passatista! Sono nato nel 1903, ho avuto una determinata formazione,
 tutto qui! In vita mia non ho mai appartenuto a scuole o tendenze,
nè mi sono lasciato incantare dallamoda.
Per me la pittura è una esplosione di sentimenti,
che nasce dall'anima e non dal cervello.
Dipingere per me è una necessità, sono nato a Salerno
dipingo istintivamente come per istinto la gente
del sud canta per esprimere la sua gioia e il suo dolore.








Galleria

  

Crocifissione


 

Zingarella



Ecce Homo



La spiaggia di Salerno



Cristo



La Povertà



Il restauro



La bambola


Tafuri Illustratore
























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