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Lucio Tafuri



Autoritratto 1973
cm 30 x 40
collezione privata


In un sito che, come hanno scritto, in molti " parla", non poteva mancare "la parola" di un grande artista e un carissimo amico: Lucio Tafuri, nè poteva mancare il ricordo di suo Padre Clemente . E', dunque, con commozione, ammirazione e orgoglio  che riprendo le pagine già dedicategli in altra occasione. Lucio Tafuri, amico di infanzia, compagno di tanti giochi, a lui si riconducono care, indimenticabili memorie. Con la poesia dei ricordi, la lettura delle sue opere diviene indagine dei sentimenti, retrospettiva ...quasi filmica.... degli anni della comune giovinezza. Ogni aggettivo per qualificare l'uomo e l'artista sarebbe riduttivo e inadeguato, soprattutto se usato da chi non è all'altezza di esprimere  giudizi artistici. Anche al profano, tuttavia, non sfugge, non può sfuggire, l'emozione che permea tutta l'opera del Maestro Tafuri: una pittura che "giunge al cuore", con la stessa espressività della poesia.  
Nel sito di Lucio Tafuri  si legge:
Se "quel che è creativo è inspiegabile", come ci ricorda Heidegger, allora l'opera dovrà trovare in sé i motivi. Quegli stessi motivi che non saranno frutto di calcolo, apriorismo senza spiegazioni. E questo avviene con  sincerità e coscienza nelle tele di Lucio Tafuri. La bellezza si manifesta pressoché assoluta, le emozioni si spostano sugli oggetti e rimandano all'unico, ma sempre così complesso, messaggio dell'artista. Si pensi a "Si el tiempo no lo impide". A come la morte sia in ogni oggetto, nei riflessi pacati e silenti delle cose, nell'aria che avvolge la scena e che ci conduce a una risposta che forse non c'è e per questo ancora più definitiva. La morte, ancora meglio la sua essenza, ci è vicina in ogni momento. Siamo noi toreri o altro. E forse proprio in quest'opera l'idea dell'assolutezza ci è più chiara che altrove. Se ci azzardiamo a dire che l'arte è messaggio e comunicazione, qui scopriamo questi elementi in ogni particolare, in ogni pennellata. Ma la stessa forza la ritroviamo nei soggetti più vari, dalla tematica più umana fino al ritratto. Chi non rivede l'ironia pungente e quella straordinaria intelligenza nello sguardo di Mario Soldati, ritratto da Tafuri nel 1989. Chi di noi ha ben presente le pagine dei suoi libri e i suoi indimenticabili film non potrà non ritrovare nel dipinto la sua vena tragica e il suo grande talento di osservatore, testimone e narratore severo di un'epoca. Idea, dunque, e confronto continuo e instancabile con il vero che rimane l'unico luogo di indagine per un lavoro sempre così scrupoloso nell'analisi dei caratteri e dell'umano. L'essenzialità di "Chiara" rimanda a una distribuzione degli spazi (a una conoscenza del vuoto pittorico) per così dire metafisica, terminata in sè ma con aperture di valori pronte ad essere colte da ognuno. E' "l'aria" a cui ci si è riferiti poc'anzi. Non un'atmosfera, mezzo mediocre e pittoricamente banale, ma una ricostruzione del messaggio in ogni parte del tutto. E pochi sono gli esempi contemporanei di questo talento, di una maturità che riesce a comunicare anche laddove non c'è tocco. Sono i versi mancanti di una poesia, in sostanza, il vuoto espressivo di un abbandono. La tematica sacra, altro importante momento dell'arte di Tafuri, non richiama nessuna regola, nessuna imposizione ideologica, ma la sofferenza del singolo, il desiderio di redenzione, la carnalità divina in tutti i suoi opposti. E di nuovo siamo di fronte allo studio dell'umanità, del dramma, della tragedia vissuta. Senza nessun compiacimento, senza nessun riferimento cattedratico, nozionistico. Ma un'analisi completa necessiterebbe di spazi molto più ampi. L'evoluzione di questo artista, la profonda onestà intellettuale dell'uomo, sono evidenti in ogni opera, dalle prime così dense e accese prove di cui diamo documentazione (si pensi a "Il debutto" del 1968), alla sintesi materiale degli ultimi dipinti, profonde prove di continuo studio e ricerca. E vorremmo che si prestasse particolare attenzione a "Senza titolo". Forse, tra gli ultimi lavori, uno dei più significativi esempi di forza e riunione della propria poetica, un'altra solida base su cui confrontarsi e superarsi. E' dovere di chi guarda cogliere il terrore, l'angoscia, lo smarrimento universale della condizione dell'uomo. Una morte (la Morte?) che rincorre nell'ombra ognuno di noi. Una morte che sfiora la nostra spalla come un'amante, emergendo silenziosa dall'ombra di un'oscurità partorita dall'inconscio. Un'ombra che siamo noi e le nostre paure, noi e la storia che abbiamo vissuto. Non siamo di fronte a un soggetto. L'uomo ritratto è l'Uomo. Tafuri resta tra i pochi rappresentanti di una visione dell'arte rispettosa delle proprie forme e dei valori che presuppone. La pittura figurativa, ma anche l'arte senza etichette, l'arte tout court, deve la giusta riconoscenza all'impegno di questo artista, alla sua ricerca. E' magia, forse. Capacità rara di riunire la grande tradizione con l'umanità più prossima. Con la vita di tutti noi.
Per una visione completa dell'arte di Lucio Tafuri bisogna vivere la sua esperienza, il suo percorso intellettuale autonomo nelle sue scelte. L'approfondimento della tecnica, il ricorso all'uso sempre preciso del pennello non sono mai l'obiettivo, il fine di una ricerca. E ben sapendo che l'arte si nutre di significato ed emozione e non solo di semplice forma, la sua capacità di disegnatore è al servizio della comunicazione, una base su cui ricostruire la propria poetica. Un mezzo, quindi, solo una parte dello studio continuo di questo artista. E ci sembra importante sottolineare come, studiando e ben conoscendo il nostro secolo e la sua storia dell'arte così variegata, Tafuri abbia maturato uno stile personale, in qualche modo unico, che sa riunire il coraggio di una scuola (quella del padre, il grande Clemente Tafuri) e l'apertura verso la realtà, quella di oggi, nelle sue manifestazioni più diverse, a volte tragiche e altre comiche, rivoluzionarie o semplicemente espressioni del bello.

Lucio Tafuri nasce a Salerno nel 1941. Lavora e risiede a Genova.
Tra le sue esposizioni personali si ricordano quelle di Genova (1968), Milano (Ars Italica 1970), New York (Art Gallery 1971), Salsomaggiore (Galleria Tiglio 1973), Genova (1975), New York (Borghi Gallery 1980), Messina (Galleria Conca d'oro 1990). Tra le esposizioni collettive Bergamo (1967),S. Margherita Ligure (1967), Parigi (1969), Roma (1980), Parigi (1990), Milano (Ars Italica 1996-1998). Premi e riconoscimenti: membro dell'Accademia "Arts-Sciences-Lettres" di Parigi. Accademico di merito dell'Accademia "I 500" (Roma). Medaglia d'oro e relativo titolo di accademico conferiti dall' "Accademia di S.Marco". Membro dell'Accademia di Paestum. Medaglia d'oro al "Primo concorso nazionale di pittura" patrocinato da "Amici del Quadrato".Sue opere figurano in importanti collezioni private ed Enti Pubblici. Lista (parziale) collezionisti: Mrs. Mildred Dunlop (New York), Giuseppe D'Amico (Roma), Console Generale d'Israele Avner Arazi (Milano), Paul Ricard (Parigi), Ben Gazzara (Hollywood), U.S.A. Space Center (Michigan), Galerie René (Parigi), Galeria Las Artes (Badalona, Spagna), Mrs. Dunlop (New York), J. Henrysey (Montecarlo), John Mitchell (Texas), Mr.Shapiro (New York). Ha eseguito ritratti a varie personalità tra cui , Mario Soldati (Tellaro-SP), Josemarìa Escrivà (Roma). "Sole d'inverno" la sua ultima opera si trova presso il Comando generale dell'Arma dei Carabinieri a Roma.


Le Opere


Autoritratto 1992
cm 70 x 92
collezione privata



Antiquario
cm 50 x 60
collezione privata



Senza titolo
cm 30 x 40
collezione privata



Elfo
cm 30 x 50
collezione privata


 

Annalisa
cm 30 x 40
collezione privata


Rosa, tu perfetta tra le cose
all'infinito ti contieni
e all'infinito ti spandi,
testa di un corpo per troppa dolcezza

assente, nulla ti eguaglia, suprema
essenza del vagante soggiorno;
di questo spazio d'amore
dove si sparge il tuo profumo intorno.
(R.M.Rilke: Poesie francesi: Le Rose)



Debutto
cm 100 x 80
collezione privata



Lunetta
Parrocchia San Giuseppe Mulazzo





Al Getsemani
cm. 50x70
collezione privata



Mareggiata a Pegli
cm 30x 40
collezione privata



Margherita
olio su tela cm 50x 70
Collezione privata




Nudo
cm 50 x 70
collezione privata




Maternità
cm. 50x70
collezione privata



Rubia
cm 140 x 90
collezione privata


  

Alimentazione dottrinale alternativa
cm 110 x 90
collezione privata



Natura morta
cm 30 x 40
collezione privata



Libecciata
cm 40 x 50
collezione privata


 

Debutto
cm 100 x 80
collezione privata


Maternità
cm 140 x 100
collezione privata


 

Giapponesina
cm 50 x 70
collezione privata



I Musici
cm 150 x 100
collezione privata




Jose Maria Escrivà
cm 110 x 90
Proprietà Opus Dei Genova




 Ritratto di Mario Soldati
Collezione privata




Si el tiempo no lo empide
cm 80 x 90
collezione privata
........
E il tempo continua con loro a cadere nell'abisso.
Quel che resta di chi precipita?
Un'immagine stinta e l'ingiallire di lettere,
in colui che ancor vive qualcosa che nessuno descrive.

Quell'indicibile, nostro lutto infinito....
non come gazzella e capriolo,
che riappaiono chiari nell'animale futuro,
come sempre fidati.

Il nostro avere è perdita. Più audace, più pura la perdita,
tanto più.....
(R.M.Rilke: Poesie sparse - 114)




Torero
cm 50 x 70
collezione privata




Nudo
cm 165 x 78
collezione privata



Chierichetto


 

La pupara
cm 80 x 100
collezione privata


 

Modella
cm 70 x 80
collezione privata


Dopo

Perchè fioca e quest'aria
e bruna d'autunno la terra stasera?
Breve...un fruscio di carta
portato dal vento
alla mia stanza arriva:
è un suono leggero
come dell'erba nuova,
come del primo bacio...
a primavera...
Con la memoria
in questi spazi io cerco...
un nome, una sembianza...
il primo amore..
il grido spento
della azzurrina infanzia.
(alanice)



Fiori secchi
cm 50 x 40
collezione privata


  

Autoritratto 1985
cm 50 x 70
collezione privata  




 

Il Barba
cm 40 x 50
collezione privata




Convalescenza
cm 50 x 70
collezione privata



     

Il compleanno della maestra
cm 90 x 110
collezione privata


Bella farfalla che rasenti il suolo
e all'attenta natura
mostri la miniatura
del tuo libro di volo.
Un'altra si posa, ora,
sul fiore che respiriamo:
non è il momento, non leggiamo!
E tante altre ancora
si disperdono, azzurre e piccoline,
svolazzano con ardore
come esili tracce turchine
di una lettera d'amore
nel vento strappata,
che volevi consegnare
mentre la tua amata
esitava a entrare.
(R.M.Rilke - Le quartine vallesane - 36)


 

Lettura
collezione privata


 

           Vecchietto




Lucio Tafuri: cantore dell'arma


ritratto del Maresciallo Daniele Ghione
che verrà collocato nel Museo dell'Arma
 a Forte San Giuliano a Genova

24/02/2004 ore 15:09
Ansa
(ANSA) - GENOVA, 24 FEB - Dai reperti preistorici all'arte contemporanea, passando attraverso l' archeologia. "Tesori ritrovati. I Carabinieri per l' arte e nell'arte", in programma dal 15 marzo al 3 aprile nel sottoporticato di Palazzo Ducale, sarà una mostra eterogenea legata dal filo rosso del lavoro svolto dai Carabinieri per il recupero dei beni artistici. La rassegna storico artistica di reperti e opere d' arte trafugati da chiese, musei e collezioni private, e recuperati in 20 anni di attività dal nucleo Tutela patrimonio culturale, sarà organizzata dall' Arma dei Carabinieri iniziative di Genova 2004. In mostra a Palazzo Ducale ci saranno 60 pezzi che vanno dalle ossa dell' Ursus Spelaeus, ai vasi greci, alle opere di Guercino, Piola, Van Gogh, Fattori, fino al contemporaneo Manzù. L' esposizione, curata dalla storica dell'arte della Soprintendenza ligure, Alessandra Toncini Cabella, si potrà visitare tutti i giorni dalle 10,30 alle 19, 30 con ingresso gratuito. Fra i pezzi di maggior interesse ci sono "San Giovanni Battista" del Guercino, "Il giardiniere" di van Gogh e una statuetta bronzea di Apollo risalente al I secolo d.C. Una sezione della mostra sarà invece dedicata alle opere d' arte i cui soggetti riguardano l' Arma dei Carabinieri: tra questi il ritratto del maresciallo Daniele Ghione, caduto nella strage di Nassiriya, dipinto da Lucio Tafuri.








Così Lucio Tafuri, nel 2002,
rendeva omaggio alla Benemerita Arma dei Carabinieri



Sole d'inverno
cm 220 x 170
Comando Generale Arma dei Carabinieri Roma






Lucio Tafuri  insieme al Generale Bellini e  
alle più alte cariche dell'Arma dei Carabinieri



Il pittore Lucio Tafuri durante la cerimonia della consegna di "Sole d'inverno"

Il dipinto, acquisito all'Arma  si ispira al dramma della immigrazione  
e alla grande  opera umanitaria e sociale che svolgono i carabinieri.




Sole d’inverno

Ci piace aprire queste pagine con un’opera recentemente acquisita alla Scuola Ufficiali Carabinieri. È un bel dipinto del maestro Lucio Tafuri, ispirato alla drammatica realtà, quasi quotidiana, degli sbarchi di profughi nel nostro Paese. In questo dipinto l’artista (figlio di Clemente, autore del ben noto quadro su Salvo D’Acquisto) ha voluto mettere in risalto il carattere sociale del lavoro quotidiano svolto dai Carabinieri. Due uomini dell’Arma sono, infatti, impegnati a soccorrere e ristorare una donna appena scesa sulla riva del mare, mentre sullo sfondo si scorgono centinaia di altri profughi, il cielo plumbeo, la nave grigia, il mare scuro come il volto di questi disperati. Alcuni sprazzi di luce, però, illuminano le rocce, riscaldano l’inverno, inducono alla speranza. Come dire che un chiaro messaggio, umano e cristiano, aleggia sull’opera, facilmente recepibile e, nel contempo, quantomai profonda e ricca di purissimi sentimenti.












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