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El cuento antiguo e .....la ballata nova

Presentazione
   Nella lezione dei grandi maestri del teatro, la conoscenza dei drammaturghi del passato, si trasforma e si perfeziona incessantemente. In tal modo si sollecita implicitamente la rivisitazione del teatro classico, che consente l'arricchimento delle informazioni e delle valutazioni critiche, quindi degli avvenimenti letterari, storici, politici dei Paesi e degli autori trattati.   El cuento ha così consentito un excursus letterario e teatrale ampio e ambizioso, a volte “pretenzioso”, tuttavia non fine a se stesso, piuttosto risoltosi in una proficua occasione per ragionare su modelli classici e per anticipare le scelte culturali future e le eventuali soluzioni da adottare.     La sua costruzione ben si inquadra nel discorso del teatro della scuola, infatti, passando prima per la ricerca musicale e musicologia e poi per quella scenografica: maschere e mascheramento, costituisce la sintesi degli abbondanti modelli drammaturgici inerenti alla storia del teatro e della letteratura, con ampi riferimenti allo studio dell'autore e alla psicologia dei personaggi.    In ogni messa in scena scolastica, di tipo autonomo, vi è sempre il rischio di una sbrigativa esemplificazione delle sintesi che abbracciano più secoli ed è inevitabile che possono rimanere delle zone d'ombra, che meriterebbero più attenzione. Malgrado ciò si è riusciti ad individuare le coordinate fra i diversi autori e personaggi, in maniera tale da rendere più accessibile il confronto fra le diverse realtà stilistiche e culturali, sulle quali non è mai superflua la riflessione.
   Di qui il racconto aulico che si concretizza nella ballata nova come attualizzazione di temi e problematiche universali.    La messa in scena è piuttosto complessa, scandita da ritmi estremamente modulati su schemi classici, su cui scorrono i grandi drammi dell'essere umano, in rapporto allo scorrere del tempo e i suoi avvenimenti.    Otta quadri, otto situazioni preceduti da “riflessioni” e “giochi teatrali”, in cui personaggi e testi si intersecano prendendosi scambievolmente….in prestito.    Non casuale la scelta delle musiche recuperate dal grande repertorio spagnolo e dal cante hondo dei gitani andalusi e dallo stesso Garcia Lorca. Spettacolo nello spettacolo, ricerca nella ricerca, il canto e la musica gitana raccontano la disperazione e la struggente malinconia dell'uomo.    Ma in questo lavoro l'uomo ` “assente”, esiste cioè, solo attraverso la maschera talvolta priva di approccio vocale perché parli dall'interno” utilizzando gli occhi e il capo.
   Un lavoro, dunque, con il quale si è inteso dare un contributo più “qualificante” al modo di fare il teatro della scuola e riconsiderare anche quello di fare al scuola, oggi che essa si avvia ad una diversa visione della formazione dei giovani.
Alanice


       








La coscienza


Narratrice: Uno dice: il destino…il fato! E….percorre così tutta la vita, così….schiacciato dal peso del destino….ma via non diciamo sciocchezze…il destino….! Ma dico: e il libero arbitrio….e la Provvidenza? Basta, signori miei…non è il caso di fare certi discorsi che sanno di filosofia e teologia…dopo tutto stiamo giocando al teatro e dobbiamo rispettare l'autore e questo Edipo re. Certamente voi che siete dotti…più dotti di noi, conoscete la sua storia e come egli svelasse l'arcano e uccidesse il padre, come senza saperlo sposò la madre generando figli incestuosi e disperato si accecò. Vedete…io sono giunto ad una conclusione, bizzarra se credete, se vi pare o vi piace….con tanto di riguardo per Edipo, si intende…ebbene sono giunto alla conclusione che tutte le vicende umane non prescindono dal fato, ma dal tempo, su cui gli eventi corrono come l'acqua dei fiumi alla foce. Ognuno di noi è come un fuscello sul filo della corrente….diretto mi direte….verso le rapide…..diretto al mare.  Ora io sostengo che non è mica detto che si debba per forza essere travolti dalle rapide, basta un nulla a salvarci: un soffio di vento che fa mutare la rotta, un ramo che blocchi la corsa….una mano tesa sulla sponda……la ragione…..Bisogna avere il coraggio di affrontarlo il tempo e coglierlo quell'attimo….senza paura.






Il tempo: tutti contro di me! Mi chiamate e richiamate e date a me le vostre colpe. Ogni vostra follia, ogni vostra ingiustizia ricade sulle mie spalle. Il tempo…il tempo…l'età. Io vado e poi ritorno, e vado ancora e ancora ritorno, a riscattare con favole antiche un cammino eterno….stanco! Fantasmi e streghe si avanzano nella tua mente Edipo….e in me prendono corpo. L'esistere del mondo? Quale mondo? Il vostro mondo, quello dei mortali, non il mio….che il mio è logico, è matematico, è perfettamente ordinato. Dite che chi si lascia prendere dal tempo è pazzo, perché io sono pazzo…pazzo capite? Ma dimmi Edipo cosa vedi nel tempo che sarà se non te stesso…e non sarò io a renderti cieco…tu sei nato cieco, col tuo destino segnato dagli dei. La vita? Il tempo? Cosa sono mai se non scombinature dello spirito. Cosa è mai il tempo se non il battito di un cuore….io sono il tempo. Costoro che qui raccontano la buffonata che è la loro vita, nulla hanno a che spartire con l'ordine naturale che io sono….del tempo che io sono: derelitti! Uno patricida, incestuoso, l'altra sgualdrina, l'altra ancora una povera illusa….e quei poveri giovani amanti…morire così contro il tempo che gli apparteneva. colpa del tempo? Dei giovani più avanti nella vita sono i vecchi…che io….il tempo sono più di loro che dei primi. I giovani debbono fare ancora ciò che un vecchio ha già fatto…..invecchiare! Rifacendo su per giù le stesse sciocchezze. La vita…il tempo è l'illusione o, se volete la follia. La follia è che si esca per una porta davanti della vita. Ma non è vero…si comincia a morire appena nati….chi prima ha cominciato è il più avanti di tutti e allora….allora…se le cose stanno così, preferisco seguitarla per mio spasso questa illusione disperata che è la vita, questa mascherata sognata che è la burla di ogni giorno, ma non sottostare no, a questa realtà, questa ignobile rappresentazione che costui ha costruito giorno dopo giorno col sangue….col suo stesso sangue fino ad accecarsi con la sua stessa disperazione…..Racconta Edipo, racconta….ciò che ormai è fuori del tempo…cosa vedi nel tempo che sarà……








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